Oltre il Campo: alla Festa dello Sport di Genova il calcio diventa riflessione, diritti e inclusione

Oltre il Campo: alla Festa dello Sport di Genova il calcio diventa riflessione, diritti e inclusione

Il panel “Oltre il Campo” ha trasformato l’area del “Calcio a Portata di Mano” della LND, alla Festa dello Sport di Genova, in uno spazio di confronto su inclusione, diritti umani e valore sociale del calcio, tra testimonianze, storie e nuove forme di partecipazione. Ospiti Francesca Muzzi, Paolo Colombo, Daniele Canepa, Marianna Prete e Matteo Sacco.

 

Nella foto, da sinistra, Muzzi, Colombo, Prete, Canepa, Sacco, Lo Presti e Corti

Non soltanto gioco, competizione o intrattenimento. Il calcio può essere anche cultura, coscienza civile, relazione e responsabilità sociale. È da questa visione che ha preso forma “Oltre il Campo – Il calcio tra diritti, identità e storie invisibili”, il talk promosso dal Dipartimento LND eSport – Calcio Virtuale della FIGC Lega Nazionale Dilettanti, andato in scena ieri pomeriggio nel Modulo 9 del Porto Antico di Genova, nell’ambito della 27ª edizione della Festa dello Sport.

Uno spazio di confronto autentico, inserito all’interno del Village “Il Calcio a Portata di Mano”, dove per tutta la manifestazione convivono calcio digitale, calcio balilla, calcio tavolo, Subbuteo e la nuova proposta del Jaggieball, disciplina che dopo il positivo esordio a Borgo San Lorenzo durante Vivi lo Sport Mugello ha fatto tappa anche a Genova attirando curiosità e partecipazione. Ma il Village della LND non si limita all’aspetto ludico o competitivo. È sempre più un luogo aperto nel quale il calcio viene utilizzato come linguaggio universale per parlare di inclusione, partecipazione, diritti e lotta a ogni forma di discriminazione.

Perché il gioco, quando condiviso, riduce le distanze e a volte, le annulla. Quando si gioca insieme si è semplicemente persone. Ed è proprio questo il principio che la Lega Nazionale Dilettanti, attraverso l’Area di Responsabilità Sociale e il Dipartimento eSport, continua a promuovere nei territori italiani, utilizzando il calcio – reale, digitale o da tavolo – come strumento educativo e sociale.

A moderare il talk è stato Michele Corti, giornalista professionista e volto storico della comunicazione sportiva italiana, ideatore del progetto “Stelle nello Sport”, nato per promuovere cultura sportiva, inclusione e valori educativi sul territorio ligure.

Il panel ha affrontato temi profondi e spesso poco raccontati: discriminazioni, orientamento sessuale, sfruttamento internazionale dei giovani atleti, calcio delle periferie, diritti umani, inclusione delle fragilità e ruolo educativo dello sport. Un confronto intenso, capace di intrecciare giornalismo, esperienza civile, impegno sociale e racconto umano.

Ad aprire gli interventi è stata Francesca Muzzi, giornalista professionista e scrittrice, da anni impegnata nel racconto del calcio sociale e inclusivo. Nei suoi lavori editoriali ha affrontato tematiche considerate ancora oggi complesse e delicate nel panorama sportivo italiano. Dal libro-inchiesta Giochiamo anche noi: l’Italia del calcio gay, dedicato alle storie vere di calciatori, arbitri e dirigenti omosessuali, fino a Calcio Champagne, racconto di una squadra nella quale ragazzi disabili e normodotati giocano insieme sotto la stessa maglia FIGC. Un calcio che smette di dividere e torna a essere semplicemente spazio condiviso.

A seguire il contributo di Paolo Colombo, inviato speciale e conduttore del TG LA7, giornalista che nel corso della propria carriera ha raccontato grandi eventi sportivi e vicende cruciali della cronaca nazionale. Colombo ha affrontato il tema dell’identità personale e del coraggio di esporsi pubblicamente, sottolineando quanto il calcio e lo sport abbiano ancora oggi il dovere di contribuire alla costruzione di contesti più aperti, rispettosi e consapevoli.

Molto forte anche l’intervento di Daniele Canepa, autore ed esperto di diritti umani nello sport, collaboratore della ONG internazionale Mission89. Nel suo intervento ha acceso i riflettori sul fenomeno del football trafficking, il traffico internazionale di giovani atleti, spiegando come dietro il sogno del professionismo si nascondano spesso dinamiche di sfruttamento e vulnerabilità. Un fenomeno che, come sottolineato dallo stesso Canepa, non può essere attribuito soltanto a singoli intermediari senza scrupoli, ma che coinvolge responsabilità sistemiche più ampie.

Importante anche il contributo portato da Matteo Sacco del BIC Genova – Be Included Community, realtà nata nel 1997 con l’obiettivo di avvicinare ragazzi e ragazze con disabilità allo sport e all’attività fisica di squadra. Un’esperienza che negli anni si è trasformata in un vero modello di inclusione sociale attraverso calcio, basket, danza, atletica e progetti educativi sviluppati sul territorio ligure. Nel suo intervento, Sacco ha raccontato il valore del calcio integrato e delle attività portate avanti insieme alla FIGC DCPS e alla FIGC SGS Liguria attraverso allenamenti e partite condivise tra ragazzi con e senza disabilità. Un percorso che mette al centro la relazione umana prima ancora del risultato sportivo e che dimostra come il gioco possa diventare uno spazio autentico di partecipazione, autonomia e crescita collettiva. Particolarmente significativa anche la visione sociale che accompagna i progetti del BIC Genova, dai percorsi di aggregazione di “BicCity” fino all’idea di “Casa BIC”, iniziativa pensata per offrire alle persone con disabilità nuove opportunità di autonomia abitativa e vita condivisa. Una testimonianza concreta di come lo sport possa diventare motore di comunità, dignità e futuro.

La testimonianza della Lega Nazionale Dilettanti è arrivata anche attraverso Marianna Prete dell’Area di Responsabilità Sociale – CSR FIGC LND, coordinata da Luca De Simoni. Un intervento che ha evidenziato il lavoro svolto dalla LND sui territori attraverso progetti dedicati all’inclusione, alla sostenibilità e all’etica sportiva, valorizzando il ruolo sociale delle oltre 13.000 società affiliate. Ad aprire e chiudere i lavori è stato Santino Lo Presti, Coordinatore del Dipartimento LND eSport – Calcio Virtuale della FIGC Lega Nazionale Dilettanti.

"Il valore della Lega Nazionale Dilettanti risiede nella forza delle sue Società e dei territori che rappresentano. Oltre 13.000 realtà sportive che ogni giorno accolgono persone, famiglie, storie e fragilità differenti, trasformando il calcio in uno spazio di partecipazione autentica. Come LND – ha aggiunto Lo Presti - abbiamo il dovere di affrontare con coraggio le sfide del nostro tempo, promuovendo inclusione, rispetto e consapevolezza anche attraverso il calcio digitale e le nuove forme di sport. Parlare di discriminazioni, diritti e identità significa fare cultura sportiva e costruire comunità migliori. Il calcio può e deve essere uno strumento capace di unire.”

Nel corso dell’incontro è emerso con forza anche l’apprezzamento nei confronti della stessa Lega Nazionale Dilettanti, definita da più relatori una realtà coraggiosa, attenta alla dimensione sociale dello sport e pronta a utilizzare il calcio come strumento concreto di sensibilizzazione e cambiamento culturale.

"Oltre il Campo” si è così trasformato in qualcosa di più di un semplice panel: un momento di riflessione collettiva nel quale il calcio, reale o virtuale, ha mostrato ancora una volta il proprio volto più umano.

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