Il calcio come strumento di incontro, partecipazione e inclusione. Il CRAI Sport Center di Assemini ha ospitato “Oltre i Confini”, iniziativa nell’ambito del progetto “Sardegna Cup – Oltre i Confini”, promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale – dal Comitato Regionale Sardegna LND-FIGC e dal Cagliari Calcio, con la collaborazione della Lega Serie A.
Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale attraverso lo sport, coinvolgendo i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) della Sardegna e valorizzando la multiculturalità attraverso il linguaggio universale del calcio.
Protagonisti della giornata sono stati gli atleti dei Centri di Accoglienza Straordinaria di Bonorva e Monastir, che si sono incontrati sul campo per un pomeriggio all’insegna del calcio, della condivisione e dell’inclusione. Le due squadre si sono affrontate in un’amichevole alla presenza, a bordo campo, di Max Canzi e Oscar Erriu, rispettivamente Direttore e Coordinatore Tecnico del Settore Giovanile rossoblù. Allenatori per l’occasione Robert Acquafresca e Francesco Pisano, tecnici del vivaio del Cagliari impegnati nel lavoro individuale con attaccanti e difensori.
Alla manifestazione hanno preso parte Ignazio Boi, in rappresentanza dell’Assessorato regionale del Lavoro; Gianni Cadoni, Presidente del Comitato Regionale Sardegna LND-FIGC; Luca De Simoni, Coordinatore dell’Area CSR della Lega Nazionale Dilettanti; Elisabetta Scorcu, responsabile dei progetti CSR del Cagliari Calcio; Omar Daffe, CSR Senior Specialist della Lega Serie A; e Gian Piero Pinna, Responsabile Area Sociale e Consigliere del Comitato Regionale Sardegna LND-FIGC.
La Lega Serie A ha contribuito all’iniziativa mettendo a disposizione anche i kit gara indossati dalle due squadre.
«In Lega Dilettanti – afferma Luca De Simoni, Coordinatore Area CSR LND – crediamo che il calcio sia anche accoglienza. Progetti di questo tipo offrono un terreno di gioco e di crescita comune, per le persone e le comunità coinvolte, azioni e collaborazioni concrete che si contrappongono alla retorica e alla strumentalizzazione che troppo spesso vediamo emergere rispetto al tema dell’immigrazione».
«Inclusione e integrazione vanno promossi anche attraverso programmi regionali, in questo caso il programma annuale dell’immigrazione – dichiara Ignazio Boi, Regione Sardegna – Assessorato del Lavoro –. Ci deve sempre essere la consapevolezza che lo sport è comunità e anima i veri valori che devono essere intrinsechi alla società civile. Ringraziamo il Cagliari Calcio e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di quest’iniziativa che è un esempio di come insieme si possa fare tanto per gli obiettivi di cui sopra».
«Il calcio ha tra le sue prerogative quella di mettere insieme persone, storie e culture diverse, creando uno spazio nel quale le differenze diventano un’occasione di conoscenza e arricchimento reciproco – sottolinea Elisabetta Scorcu, Cagliari Calcio –. Per il Cagliari Calcio è importante mettere a disposizione le proprie strutture e le proprie competenze per iniziative che utilizzano lo sport come strumento di partecipazione e inclusione. Giornate come questa ci ricordano quanto il calcio possa incidere concretamente nella vita delle persone, dentro e fuori dal campo, e quanto sia importante fare rete con le istituzioni e con tutte le realtà del territorio per costruire occasioni di incontro e di crescita condivisa».
«Non è la prima volta in cui partecipiamo a iniziative di questo spessore, in grado di dare gioia e divertimento, magari anche un’opportunità futura nel calcio dilettantistico sardo – afferma Gianni Cadoni, Presidente del Comitato Regionale Sardegna LND-FIGC–. Unire sport e sociale può essere opportunità a 360 gradi per la crescita tecnica del calcio e morale delle persone, e la storia insegna che anche da questi progetti possono nascere atleti del futuro e cittadini della Sardegna che verrà, perché molti ragazzi che abbiamo visto in questi anni sui campi si sono poi stabiliti qui. Ed è sicuramente una vittoria per tutti».
«Il Cagliari Calcio è da sempre in prima linea quando parliamo di best practice dal punto di vista dell’inclusione e delle iniziative di responsabilità sociale che vedono lo sport come veicolo di valori positivi anche fuori dal rettangolo verde – dichiara Omar Daffe, CSR Senior Specialist della Lega Serie A –. Vedere ragazzi sul prato verde, in un contesto che ogni giorno ospita i professionisti, significa che si sta davvero lavorando per l’integrazione e la proposta di una nuova possibilità di vita a tante persone che nella propria esistenza hanno già conosciuto momenti di difficoltà dai quali reagire».
“Sardegna Cup – Oltre i Confini” si inserisce così in un percorso che utilizza il calcio come spazio di relazione e conoscenza reciproca, mettendo in rete istituzioni, organizzazioni sportive e realtà sociali del territorio e trasformando il campo da gioco in un luogo concreto di partecipazione e condivisione.

