Scouting e formazione: la testimonianza della LND al calciomercato di Milano

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Definizione del talento, percorsi di crescita e responsabilità di società e direttori sportivi nell’indirizzare la valorizzazione dei giovani calciatori, con una particolare attenzione anche agli aspetti psicologici e relazionali. Sono stati questi i temi principali al centro della tavola rotonda “Politiche di mercato e sviluppo del talento nazionale” che questa mattina ha aperto il gran finale del calciomercato nella sede di Milano. In un contesto storicamente esclusivo per il mondo professionistico, la LND ha portato la propria esperienza e il proprio punto di vista in materia di scouting soprattutto in riferimento all’attività delle rappresentative nazionali.

Tra i relatori Massimo Tarantino, Responsabile del settore giovanile dell’Inter, Andrea Castellani, Direttore Generale Sport del Modena, Antonio Tramontano, Direttore Sportivo e Coordinatore del Corso Scouting FIGC, e Riccardo Guffanti, Direttore Sportivo e Consigliere Nazionale ADiSe. L’incontro è stato moderato da Damiano Basile, preceduto dai saluti di Rocco Galasso, Vicepresidente A.Di.Se., e Antonio Santa Maria, Direttore Generale Master Group. Proprio Galasso ha sottolineato l’importanza della presenza della LND, una scelta ritenuta opportuna considerato il ruolo centrale che il movimento dilettantistico ricopre nell’individuazione e nella crescita dei giovani.

Nel confronto è emersa la necessità di ampliare la prospettiva con cui viene valutato il talento. Accanto alle qualità tecniche e alle potenzialità sportive, assumono un peso sempre maggiore gli aspetti psicologici, caratteriali e comportamentali. Società e direttori sportivi sono chiamati quindi a svolgere un ruolo che va oltre la semplice individuazione del giocatore, accompagnandolo nelle diverse fasi della crescita e creando le condizioni per uno sviluppo equilibrato. In questo percorso si inserisce il lavoro della LND, impegnata attraverso la propria rete territoriale, le Rappresentative Nazionali e i progetti dedicati alle diverse fasce d’età a individuare e valorizzare un patrimonio di talento spesso lontano dai riflettori.

«Fare scouting in un oceano vasto come il movimento dilettantistico è una sfida stimolante quanto difficile, soprattutto per la dimensione dei suoi numeri – ha esordito nel suo intervento Massimo Piscedda, Responsabile Area Tecnica Rappresentative Nazionali – Da parte della LND c’è però una volontà ben precisa: valorizzare questo talento, spesso fuori dai radar, attraverso un progetto che coinvolge un’ampia rete di osservatori su tutto il territorio e che si sviluppa in una serie di attività che non trascurano l’importanza dell’aspetto formativo e comportamentale. Abbiamo la fortuna di portare ogni anno 100/120 ragazzi e ragazze tra i professionisti e, per noi, questo è un risultato fantastico. La nostra filosofia di ricerca si sofferma più sull’idea giusta della giocata che sul gesto tecnico fatto bene, per questo è fondamentale che chi giudica sia preparato a riconoscere il talento. C’è bisogno di investire in formatori preparati e ridare ai ragazzi quelle conoscenze e convinzioni che hanno reso grande la scuola calcistica italiana».

A completare l’analisi l’intervento finale di Giuliano Giannichedda, selezionatore della Rappresentativa Serie D e tra i tecnici coinvolti nel progetto sperimentale Under 15 2° semestre: «Durante la stagione arriviamo a gestire ogni settimana centinaia di liste e relazioni tra Serie D e campionati regionali. Tutti gli sforzi sono mirati a trovare i profili più interessanti con cui poi intraprendere un percorso di crescita che, oltre alla componente strettamente tecnica, tiene conto degli aspetti psicologici e insiste sulla cultura del lavoro. Il talento, infatti, può emergere anche in chi non possiede doti innate spettacolari, ma dimostra grande forza e mentalità. In questo processo il ruolo delle società dilettantistiche di provincia è fondamentale. Occorre riconoscere, attraverso la meritocrazia, il valore di chi porta avanti un buon lavoro nonostante le difficoltà economiche e uno stravolgimento normativo che ha generato stress per i settori giovanili. È necessario, inoltre, ricreare nei giovani la voglia di giocare, alimentandola attraverso la passione trasmessa da presidenti e addetti ai lavori. Nei nostri raduni parliamo individualmente con ognuno di loro, anche per aiutarli ad affrontare il distacco da casa. Sono questi gli aspetti che possono fare la differenza e contribuire a trascinare tutto il movimento, facendo sistema per il bene del calcio italiano».